Barrette di Granola al miele

Io soffro di una patologia che credo non sia molto rara, l’ossessione gastronomica. Quando la mia mente/palato/stomaco si fissa con qualcosa ne mangio fino all’intolleranza! Non è molto salutare come comportamento alimentare, ma come direbbe Aldo “non è colpa mia sono malato”! In questo periodo come è facile intuire dal titolo e dalla foto la mia fissazione è per le barrette di granola. Colazione, pausa caffè in ufficio, dopo pranzo, pausa pomeridiana, dopo cena. E per fortuna non soffro d’insonnia.
Questa versione è molto semplice, veloce e “a risparmio energetico” perchè anzichè in forno va messa in frigo. Il risultato sono delle barrette morbide al morso e croccanti al momento dello sgranocchiamento. Io ho mescolato diversi ingredienti, ma si prestano benissimo a delle varianti. Unica accortezza nel modificare la ricetta fare attenzione più che al peso degli ingredienti al volume, affinchè rimanga equilibrato il rapporto tra ingredienti solidi e ingredienti liquidi che servono a tenere insieme il tutto. Considerate ad esempio che 20g di riso soffiato hanno un volume ben diverso di 20g di mandorle.
Consiglio inoltre di non eliminare il cioccolato fondente, che dà alle barrette quella parte di amarognolo fondamentale per contrastare la dolcezza del resto degli ingredienti.

Approfitto di questo post per segnalarvi una mostra a cui sono stata ultimamente e che vi consiglio di visitare se abitate a Roma o anche solo vi trovate a passare da queste parti.

Cleopatra. Roma e l’incantesimo dell’Egitto.
Fino al 2 febbraio, al Chiostro del Bramante, potrete ammirare 180 opere tra statue, busti, cammei e papiri, che raccontano la vita di una delle donne più carismatiche della storia: Cleopatra.
Bellissime le statue in basalto nero ed in granito rosa di Assuan, oscuro e suggestivo il papiro dei morti, incantevole il mosaico del Nilo con i suoi ibis e coccodrilli. Sarei rimasta lì incantata ad ammirarle per ore, quasi ipnotizzata da quelle divinità affascinanti e oscure.
Per me è difficile esprimere a parole l”atmosfera e le emozioni provate durante la mostra, ma spero vi sia comunque venuta voglia di farci una capatina.
Dettagli in più li troverete visitando la pagina dedicata sul sito del Chiostro. Nota positiva, inclusa nel prezzo d’ingresso c’è l’audioguida, utile per comprendere bene la mostra. Un consiglio, se vi è possibile andateci in giorni infrasettimanali o comunque non in orari di punta, altrimenti come me dovrete sopportare bimbi che corrono per le sale e gente che chiacchiera amabilmente come se fosse nel salotto di casa propria. In ogni caso: da non perdere!

Adesso torniamo alla ricetta.

Ingredienti

  • Granola 250 g
  • Riso soffiato 20 g
  • Mandorle 30 g
  • Cioccolato fondente 20 g
  • Granella di Pistacchi una manciata
  • Burro 30 g
  • Miele di castagno 100g

Mettete la granola (io ne ho usata una con noci, mirtilli e parecchie altre cose), le mandorle ed il riso soffiato per qualche minuto in forno per far tostare un po’ il tutto. In un pentolino versate il miele con il burro e cuocete fino ad ottenere una profumata miscela ambrata. In una ciotola mettete la granola arricchita, una manciata di granella di pistacchi e versateci sopra il composto con il miele mescolando bene. Versate il tutto in una teglia ricoperta con carta da forno schiacciando e comprimendo bene il tutto con la spatola. Io ho usato una teglia rotonda con il diametro di 26 cm, meglio usarne una anche più piccola così la granola verrà più spessa. A questo punto tagliate a pezzetti molto piccoli il cioccolato fondente e spargetelo sulla superficie del composto che avrete appena steso. Essendo il composto ancora caldo in parte si scioglierà, amalgamandosi bene. Coprite con della stagnola e mettete in frigo per 2 ore. Tirate quindi fuori dal frigo e tagliate la mattonella che ne verrà fuori, in barrette.

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Muffin al pistacchio di Bronte con marmellata di arance

“Sei siciliana?” E’ la domanda che mi viene rivolta più di frequente dopo aver proferito anche solo poche parole! Dal collega d’ufficio al macellaio sotto casa: “sei siciliana?”! Il mio accento “appena accennato” mi tradisce subito! Piccolo particolare, in realtà sono calabrese. Calabra che più Calabra non si può. Essendo nata e vissuta a Reggio Calabria però il mio accento è più simile a quello messinese che a quello cosentino o catanzarese, per intenderci (chi conosce dei calabresi sa a cosa mi riferisco). Non che la cosa mi crei particolari problemi, ma mi piacerebbe padroneggiare la situazione, decidendo quando avere una dizione perfetta (o quasi) e quando no. A quanto pare questo non è possibile, a meno di frequentare un corso, almeno triennale, di dizione. Qualcuno dà lezioni gratis? Fatemi sapere!
Preambolo necessario il mio per questo omaggio alla Sicilia, terra bellissima, ricca di cultura e storia. Terra dove ho conosciuto persone altrettanto belle, che incarnano lo spirito di quest’isola, che è, al tempo stesso, accoglienza e vitalità, lentezza e dilatazione del tempo.
La ricetta che trovate di seguito, nata da un’idea di mio marito, è semplice ma d’effetto. I pistacchi possono anche non essere necessariamente di Bronte, ma la riuscita di un buon piatto dipende sempre dalla qualità delle materie prime.

Ingredienti

  • farina tipo '0' 150g
  • farina di pistacchi di Bronte* 100g
  • zucchero di canna integrale mascobado** 70g
  • lievito 8g
  • un pizzico di sale
  • latte 200g
  • burro fuso freddo 160g
  • uova 4
  • marmellata di arance
  • granella di mandorle
  • granella di pistacchi

In una ciotola mescolate insieme tutti gli ingredienti secchi: la farina tipo '0', la farina di pistacchi, lo zucchero, il lievito ed un pizzico di sale. In un’altra ciotola versate il latte a temperatura ambiente, il burro fuso freddo, le uova e mescolate il tutto.
Versate il composto liquido nel composto secco e mescolate con un cucchiaio di legno fino a quando non vi saranno più tracce di farina. Otterrete un composto piuttosto grumoso. Versate il composto nelle formine riempiendo fino alla metà. A questo punto mettete sopra ad ognuno mezzo cucchiaino di marmellata di arance per poi coprire con altro composto. E’ preferibile che la marmellata non sia troppo liquida, altrimenti affonderà verso il basso durante la cottura. Completate i muffin con della granella di mandorle e di pistacchi. Infornate a 180° per circa 20 minuti (o quanto il vostro forno desidera).

* La farina di pistacchi è semplicemente del pistacchio tritato finemente, quindi in mancanza potete ovviare tritando dei pistacchi con un po’ di zucchero (da sottrarre a quello necessario per la ricetta).
** Lo zucchero di canna integrale contribuisce a dare ai muffin un colore bruno e un sapore meno dolce.

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Con la testa al Taste

Calabria-Roma solo andata! Nuova città, nuova casa e si ricomincia. Una volta superato il caos trasloco ci si guarda attorno e ci si riorganizza. I lati negativi del vivere in una grande città non sto qui ad elencarli, li potete immaginare benissimo, preferisco concentrarmi sui lati positivi, come la possibilità di partecipare a mostre ed eventi impensabili in piccole città.
Così, una mattina come tante, mi alzo (non più alle 5.15 qui si fanno progressi!) per andare al lavoro e alla stazione mi trovo davanti un manifesto.
Ora, se proprio devo darmi al cannibalismo preferisco quello più raffinato del Dr. Lecter, farebbe anche più onore ai grandi Chef! Ma battute macabre a parte, è scattata subito l’operazione Taste. Preso lo smartphone ho creato un gruppo su WhatsApp “con la testa al Taste”! Aggiunti un po’ di amici alla fine eravamo un gruppetto di 6 persone, per chi mi ha dato buca guardate un po’ cosa vi siete persi! Per chi non sapesse cosa è il Taste di Roma consiglio una visita al sito ufficiale per poi ritornare qui a proseguire la lettura.

Sabato 28 – Prima di uscire mi avvicino cautamente alla mia reflex, temendo che non riconoscendomi mi prendesse a morsi, e la convinco a venire con me! Gli scatti qui di seguito sono una sua gentile concessione!
Arrivati all’Auditorium, armati di bicchiere, forchettina e “bisaccia digitale”, contenente preziosi sesterzi, abbiamo cominciato a girare tra i vari stand.
Moltissimi i produttori presenti, tutti disponibili a far assaggiare i propri prodotti ma soprattutto a parlarne. Un momento di incontro che dà valore ad una manifestazione che serve anche come vetrina per loro e come opportunità per i consumatori finali di vedere cosa c’è “dietro” ciò che mangiamo. E poi ci sono le cose un po’ più particolari e ti capita di mangiare una foglia viola che sa di mela verde e in testa ruotano tutte le possibili combinazioni con altri ingredienti.
Ma Taste è soprattutto incontro con i grandi chef e l’alta cucina. Un modo per rendere accessibili piatti che non sono proprio alla portata di tutte le tasche. Diciamo la verità, per la maggior parte delle persone, anche a volersi concedere un lusso ogni tanto, i ristoranti stellati sono difficili da avvicinare. Taste ti dà questa possibilità.
E poi arrivi allo stand che stavi cercando, La Pergola – Hotel Cavalieri, Heinz Beck! Vi risparmio la mia foto con lui, in cui sembro una dodicenne che si è fatta fotografare con “Justin Biberon”, postata su facebook e che ha dato vita ad un interminabile: indovinate chi è?! Lui mi è sembrato una persona estremamente affabile e disponibile, mi è piaciuto molto il suo modo di relazionarsi con i visitatori ed il suo staff, è stato un incontro piacevole se pur breve!

Trovate qui di seguito i suoi fantastici piatti:

  • Spaghetti cacio e pepe con gamberi bianchi marinati al lime
  • Tonno tonnato
  • Cremoso al pralinato con mousse alla fava di tonka e composta di mele verdi e zenzero

Inutile dirvi che erano semplicemente buonissimi! (e per il dolce standing ovation!). Nella guida distribuita durante l’evento oltre al programma dettagliato e alle informazioni sui ristorant e gli chef, ci sono anche alcune loro ricette. Per Heinz Beck c’è la ricetta degli spaghetti cacio e pepe che riporto qui di seguito. Non l’ho testata personalmente, ma credo ci si possa fidare!

Spaghetti cacio e pepe con gamberi bianchi marinati al lime di Heinz Beck
Ingredienti

  • Gamberi bianchi 250 gr
  • spaghetti 360 gr
  • pecorino romano dolce 150 gr
  • pepe 20 gr
  • fondo di pesce 150 ml
  • Cerfoglio

Per il fondo di pesce

  • carcasse di pesce (preferibilmente sogliola o rombo)
  • acqua 1,5 dl
  • sedano 100 gr
  • carote 100 gr
  • cipolla 100gr
  • pomodorini 2
  • prezzemolo 1 rametto
  • aglio 2 spicchi

Preparazione

Pulire i gamberi e togliere il filo dorsale. Tagliarli a metà e marinarli con succo di lime, buccia di lime grattugiata, olio extra vergine di oliva e sale.
Per il fondo di pesce: fare rosolare in una padella le verdure precedentemente tagliate a dadini con l’aglio, il prezzemolo e l’olio extra vergine di oliva. Unire le carcasse, bagnare con il vino bianco e lasciare evaporare. Aggiungere l’acqua e portare ad ebollizione. Lasciare sobbollire per mezz’ora e filtrare.
Per gli spaghetti: grattugiare il pecorino romano dolce. Aggiungervi il pepe fresco pestato finemente. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Togliere gli spaghetti due minuti prima della fine della cottura e continuare a cuocerli nel fondo di pesce, mescolando continuamente. Togliere dal fuoco ed aggiungere il pepe ed il pecorino. Mantecare il tutto omogeneamente.
Presentazione del piatto: dividere gli spaghetti nei piatti fondi ben caldi, distribuirvi sopra i gamberi e decorare con il cerfoglio.

Il Taste è stato molto più di quello che trovate in questo post, un’occhiata al sito ufficiale basta per capirlo, questo è giusto un assaggio, magari quanto basta per farvi venire la voglia di passarci l’anno prossimo!

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Riso integrale con pomodorini, melone e rucola

Da quando il mio tempo libero si è ridotto notevolmente, sono sempre meno i blog che seguo davvero. Uno dei miei preferiti è Il pasto nudo, blog di “cucina consapevole”, dove si trovano utilissime informazioni su cosa voglia dire mangiare in modo sano. Nel cibo c’è tutto ciò che ci serve, ma bisogna avere le giuste informazioni e possibilmente materie prime prive di veleni.

Poco tempo fa ho visto questa insalata ed ho pensato che quegli stessi ingredienti potevano essere un ottimo condimento per del riso integrale. In realtà dovrei dire “liberamente tratta da”, visto che ho ripreso più che altro gli ingredienti principali. Il risultato mi è sembrato più che soddisfacente, quindi ho ripreso i mano la reflex, ho cercato di convincerla che sono ancora sua amica ed è nato un nuovo post.

Ingredienti

  • Riso intergrale:120 g
  • melone cantalupo
  • pomodorini
  • rucola
  • cipolla
  • olio extra vergine di oliva
  • aceto di mele
  • sale

Fate bollire il riso integrale per circa 25/30 minuti. Scolate, passate sotto l’acqua fredda per bloccare la cottura e lasciatelo raffreddare. In una ciotola mettete i pomodorini tagliati a spicchi, il melone tagliato a cubetti, la cipolla e la rucola, condite con olio, sale e, se vi piace, un cucchiaio di aceto di mele. Rispetto alla quatità dei singoli ingredienti direi che potete decidere in base ai vostri gusti. Per due persone io ho usato tre fette di melone e una decina di pomodorini.

Mescolate bene e aggiungete il tutto al riso, mettete in frigo per una mezzoretta e il vostro bel piatto estivo è pronto.

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Pane integrale al sesamo – cottura al vapore -

Come sarà mai il pane cotto al vapore? Molto morbido e senza crosta, da consumare rigorosamente caldo.

La ricetta l’ho trovata nel libro Il talismano del mangiar sano, anche se ho apportato delle modifiche dovute alla mancanza di alcuni ingredienti. Diciamo che è stata “liberamente tratta da”. L’autore del libro è Marco Bianchi e vi consiglio di seguire il suo blog I magnifici 20 dove potrete trovare utili consigli per imparare a mangiare sano, oltre che buono. Di lui e della Fondazione IEO ve ne avevo parlato qui.

La ricetta originale prevedeva una parte di farina di kamut e semi di girasole, di papavero e sesamo. Io avevo solo i semi di sesamo e non essendo la pazienza la mia dote migliore li ho preparati in versione “quello che ho ci metto”. Vi consiglio però di aggiungere gli altri semi visto che quelli di girasole sono ricchi di vitamine e quelli di papavero ricchi di sali minerali!

Ingredienti

  • Farina integrale 125 g
  • Farina bianca 175 g
  • Lievito di birra 1/2 panetto
  • Olio extravergine di oliva 3 cucchiai
  • Acqua tiepida 200 ml
  • Semi di sesamo 1 cucchiaio
  • Sale 1 cucchiaino

Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida e amalgamate con le farine, i semi di sesamo, l’olio extravergine di oliva e il sale. Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Lasciatelo lievitare coperto, in un ambiente tiepido, per circa 30 minuti o finché non sarà raddoppiato di volume.

Una volta lievitato formate delle palline di circa 6 cm di diametro, oliatele e lasciatele riposare ancora per circa 20-30 minuti. Nel frattempo riempite una pentola d’acqua, sopra la quale sistemerete il cestello di bambù per la cottura al vapore. Cuocete i panini per circa 12 minuti tenendo alta la fiamma. Servite ben caldi.

Buon appetito

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